Italia – diritto assicurativo: Divieto di cumulo dell’indennizzo dell’assicurazione privata contro gli infortuni (non mortale) e del risarcimento del danno dell’assicurazione rc

Con sentenza dd. 11.06.2014 n. 13233 la Cassazione Civile, Sez. Lav. ha chiarito il proprio convincimento in merito al divieto di cumulo di indennizzo con il risarcimento del danno da infortunio (non mortale).

Sposando un orientamento considerato ormai prevalente, la Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: “L’assicurazione contro gli infortuni non mortali costituisce un’assicurazione contro i danni, ed è soggetta al principio indennitario, in virtù del quale l’indennizzo non può mai eccedere il danno effettivamente patito. Ne consegue che il risarcimento del danno dovuto alla vittima di lesioni personali deve essere diminuito dell’importo da questa percepito a titolo di indennizzo da parte del proprio assicuratore privato contro gli infortuni.”

Dalla motivazione singolarmente chiara ed esaustiva si evince inoltre,  che la detrazione dal risarcimento del danno aquiliano dell’indennizzo assicurativo percepito dalla vittima richiede che il danno patito ed il rischio assicurato coincidano (danno patrimoniale e/o danno non patrimoniale).

Si ricorda che ai sensi dell’art. 1916 c.c. l’assicuratore che per effetto dell’assicurazione contro gli infortuni abbia pagato l’indennità è surrogato fino alla concorrenza dell’ammontare di essa nei diritti dell’assicurato vero il terzo responsabile.

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