L’azione diretta per il risarcimento del danno integrale compete anche all’extracomunitario

Con sentenza n. 450 dell’11.01.2011 la Corte di Cassazione si è pronunciata positivamente in ordine alla questione se lo straniero possa presentare azione diretta per il risarcimento integrale del danno nei confronti dell’assicuratore per la rca o nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della strada, senza che sia necessario dimostrare la condizione di reciprocità (art. 16 delle Preleggi italiane). In Germania, invece, lo straniero extracomunitario ha diritto al risarcimento solo se lo stato di provenienza garantisce lo stesso trattamento ai cittadini tedeschi (§ 1 comma 3 cif.4 “Opferentschädigungsgesetz”).

Sul punto sussiste in giurisprudenza ampio contrasto: di fronte a sentenze che escludono ogni forma di risarcimento in assenza della condizione di reciprocità, altre ammettono un risarcimento indipendentemente dalla prova sull’esistenza della condizione di reciprocità per il solo danno biologico, posto che esso viene visto come diritto fondamentale, mentre altre ancora riconoscono il risarcimento anche del danno morale della vittima e/o del prossimo congiunto. Per contro la giurisprudenza maggioritaria esclude, in assenza della condizione di reciprocità, il risarcimento del danno patrimoniale.
Nella sentenza in esame i giudici di legittimità, dopo un’ampia ed interessante analisi panoramica delle precedente giurisprudenza, perviene alla conclusione per cui l’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 16 dips. Prel. C.c. imponga di assicurare in ogni caso allo straniero il risarcimento della lesione di un diritto inviolabile della persona costituzionalmente garantito nonché di assicurare allo straniero danneggiato la possibilità di avvalersi di tutti gli strumenti risarcitori apprestati per il cittadino, anche se essi sono diretti verso un soggetto diverso da quello che ha provocato la lesione. Tale interpretazione non sarebbe solo costituzionalmente orientata (art. 2 Cost. it.),. ma troverebbe riscontro – anche se con taluni correttivi alla cui lettura si rimanda per motivi di spazio – nell’art. 2 della 1egge n 40/1998 (ora art. 2 T.U. dpr. n. 286/1998 sulla condizione dello straniero), che statuisce che “allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti”.

Il riconoscimento della risarcibilità comprende non solo il danno non patrimoniale come definito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con le sentenze di San Martino del 2008 (il danno non patrimoniale da lesione della salute costituisce una categoria ampia ed omnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tenere conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dalla vittima, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l’attribuzione di nomi diversi a pregiudizi identici) per il danneggiato ma anche quello subito dai prossimi congiunti della vittima deceduta. “Ciò è conseguenza del fatto che il danno subito in conseguenza dell’uccisione del prossimo congiunto, per la definitiva perdita del rapporto parentale, concretandosi nell’interesse all’intangibilità̀ della sfera degli affetti e della reciproca solidarietà nell’ambito della famiglia, nonché all’inviolabilità̀ della libera e piena esplicazione delle attività realizzatrici della persona umana nell’ambito della famiglia, la cui tutela è individuabile negli artt. 2, 29 e 30 Cost., si colloca nell’area del danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 cod. civ”, così la Corte. Analogo ragionamento è stato poi seguito per l’accoglimento automatico del risarcimento di ogni danno patrimoniale in capo allo straniero, purché conseguente alla lesione di un valore della persona umana costituzionalmente garantito.

Per contro, specifica la Cassazione, dovrà essere provata la sussistenza della condizione di reciprocità, affinché lo straniero extracomunitario possa ottenere il risarcimento del danno da perdita o danneggiamento di cose, posto che il diritto alla proprietà sul bene danneggiato non costituisce, secondo l’opinione prevalente, un diritto inviolabile della persona umana.

Anche il contrasto vigente nella giurisprudenza di merito in ordine alla questione se sia possibile attivare la tutela risarcitoria dello straniero oltre che contro il responsabile del sinistro anche contro l’assicuratore dello stesso con l’azione diretta viene superato nella citata sentenza invocando sia il principio di cui all’art. 2054 c.c. (l’azione per responsabilità solidale) e del codice delle assicurazioni ché il contratto di assicurazione, ai quali si impone una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 16 preleggi alla luce dell’art. 2 Cost.

Da ultimo va segnalato come la Cassazione affermi poi sia implicitamente che esplicitamente che tale problematica non si pone a priori per i cittadini comunitari, i quali risultano equiparati a tutti gli effetti al cittadino italiano.

Questo articolo è stato pubblicato in Lettera ai clienti

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