Divieto di licenziamento per amministratrici donna in stato interessante

Dalla non sempre soleggiata Lettonia è stato sottoposto alla Corte di Giustizia europea una controversia (C 32/09 dell’11/11/2010) molto significativa anche per i rapporti di lavoro tedeschi ed italiani. La Corte di Giustizia europea ha deciso che anche un’amministratrice donna, che non era una dipendente, debba godere della Direttiva 92/85/CEE in materia di tutela della maternità e che pertanto non può essere licenziata. Il concetto della “dipendente” esposto nell’articolo 2 della direttiva va definito in base al diritto dell’Unione, secondo cui si definisce “dipendente” colui che esegue una prestazione per un’altra persona seguendone le direttive in cambio di un compenso. E’ irrilevante se in base al diritto nazionale sussista o meno un rapporto di lavoro. Ai sensi del diritto tedesco ed italiano (qualora l’amministratrice  donna non sia contemporaneamente anche dirigente) la gravidanza di un organo non contrasterebbe finora con la relativa destituzione.

I tribunali nazionali potrebbero dunque dedurre da tale decisione che soltanto il licenziamento “per gravidanza” sia inammissibile. Da tale decisione si potrebbe tuttavia anche desumere un divieto assoluto di licenziamento per amministratrici donna in stato interessante.

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