Proprietà intellettuale: Utilizzo non autorizzato di una fotografia scaricata da un sito web

Nel 2009 un’alunna iscritta alla Scuola media (Gesamtschule) di Waltrop (Renania settentrionale – Vestfalia, Germania) utilizzò per un progetto scolastico una fotografia realizzata dal fotografo Renckhoff e scaricata da un sito di viaggi, ove la stessa era pubblicata senza restrizioni di download. Sotto la fotografia era stato indicando il riferimento ipertestuale al sito web da cui era stata tratta.

Il fotografo accorgendosi della pubblicazione del progetto e dell’utilizzo non autorizzato sul sito della scuola, fece causa sostenendo di aver concesso un diritto d’uso solo al gestore del sito Internet di viaggi e sottolineando che la messa in rete della fotografia sul sito Internet della scuola costituisce violazione del diritto d’autore in quanto non previamente autorizzata.

La controversia venne molto dibattuta, tanto da finire davanti alla Corte di Giustizia UE che pronunciò sentenza il 7.08.2018 (causa n. C-161/17).

Attraverso un attento esame sui contenuti della Direttiva 2001/29/CE ed una analisi finalizzata a trovare un equilibrio tra il diritto all’istruzione e la protezione del diritto d’autore, la Corte giunse ad una pronuncia in favore del fotografo.

Interpretando l’art. 3, par. 1, della direttiva 2001/29/CE, la Corte ha stabilito che pubblicare una fotografia liberamente accessibile su un altro sito web richiede una nuova autorizzazione da parte dell’autore, in quanto la fotografia viene messa a disposizione di un pubblico nuovo, diverso da quello precedente.

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Proprietà intellettuale: il sapore di un alimento non può godere della tutela del copyright

Il 13.11.2018 la Corte i Giustizia dell’Unione europea ha deciso che il sapore di un formaggio non può essere qualificato come un ‘opera’ e conseguentemente non può essere beneficiare della tutela del diritto d’autore disciplinata con la Direttiva 2001/29/CE (Causa C-310/17).

La Corte d’appello di Arnhem-Leeuwarden (Paesi Bassi) aveva sollevato avanti alla Corte europea un interessante quesito: può il sapore di un prodotto alimentare beneficiare ai sensi della Direttiva 2001/29/CE della tutela del copyright?

Levola Hengelo BV, una società danese produttrice della crema di formaggio nota come Heksnkaas (o “Witches Cheese”) citò in giudizio la società danese Smilde Foods BV accusandola di aver infranto il copyright del suo prodotto mettendo in commercio in olanda una salsa di formaggio chiamata “Witte Wievenkaas”.

A parere della Levola il sapore del Haksnkaas costituiva un’opera tutelata dal diritto d’autore e il prodotto concorrente, che conteneva quasi tutti gli stessi ingredienti del prodotto da lei commercializzato, costituiva una riproduzione di tale opera.

Nella sentenza la Corte ha chiarito che, ai sensi della direttiva, un prodotto si può qualificare come “opera” quando l’oggetto di cui trattasi costituisce una creazione intellettuale originale, inoltre il risultato deve essere una “espressione” della creazione intellettuale stessa.

Ai sensi della normativa vigente, le “espressioni” possono costituire oggetto di tutela in virtù del diritto d’autore, ma non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici.

Secondo la Corte il sapore di un alimento non può essere identificato con precisione e obiettività. Un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale sono invece una espressione precisa e obiettiva di una creazione intellettuale originale. Diversamente il sapore di un prodotto alimentare viene essenzialmente identificato sulla base di una sensazione ed una esperienza gustativa che è soggettiva e variabile, legata ad esempio all’età, alle abitudini o preferenze alimentari. Per questo motivo, la Corte ha deciso che il sapore di un alimento non può essere qualificato come “opera” e quindi non può godere della protezione dalla Direttiva europea sul copyright.

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Concorrenza sleale: Italian Sounding

Italian Sounding e.V. è un’associazione fondata da associazioni imprenditoriali italiane (tra cui le due Camere di Commercio italiane in Germania, Confagricoltura, Unioncamere, ecc.), che combatte in Germania l’abuso delle denominazioni italianizzanti, per valorizzare i prodotti non italiani del commercio alimentare e della gastronomia, ma anche in altri settori come la moda e il design. Su questi ultimi sono flessibili i confini tra denominazioni confuse, ma legalmente ammesse, e le violazioni della UWG. L’uso della bandiera italiana su una confezione di pasta è consentito solo se il luogo di origine (Romania) è chiaramente contrassegnato?

L’associazione ha pubblicato una serie di esempi sul proprio sito web, che sono a disposizione per tutti gli interessati all’indirizzo www.italian-sounding.de

 

 

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Concorrenza sleale: concorrenza leale da parte dell’ex azionista di una SAS

La corte d’appello di Brescia (sentenza n. 1213/2017) ha deciso che non si configura un caso di concorrenza sleale quando un ex socio di una semplice società di persone italiana inizia un’attività concorrenziale e invia lettere di acquisizione ai vecchi clienti dell’impresa. Questo (non) è il caso, in particolare, se egli non utilizza alcun supporto di memorizzazione o ausili tecnici della sua vecchia azienda, ma semplicemente ha ancora “in testa” i dati del cliente.

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Concorrenza sleale: lecito il software che blocca gli annunci

Per molti anni, gli utenti di Internet che si sentivano disturbati dalla pubblicità sui siti Internet, potevano acquistare un software che la sopprimesse. Le aziende pubblicitarie consideravano questo software anticoncorrenziale, in particolare perché le aziende che pagavano, venivano esentate dalla soppressione. Il BGH (19.04.2018, I ZR 154/16) non condivide però questa opinione e non considera tale software come un atto commerciale aggressivo ai sensi del § 4a I UWG – sebbene il profano potrebbe pensare: rasenta il ricatto!

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Diritto tributario: ritenuta alla fonte: limitazione illegittima dell’esenzione o delle domande di rimborso

Ai sensi del § 50d EStG (legge tedesca in materia di imposta sui redditi) alle società estere viene rifiutato il rimborso della ritenuta alla fonte tedesca applicata sui dividendi qualora non siano soddisfatti anche ulteriori presupposti di carattere sostanziale. Con la sentenza del 20.12.2017 (C-504/16 e C-613/16) e l’ordinanza del 14.06.2018 (C-440/17), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la disposizione in questione, sia nella versione in vigore sino al 2011 che in quella attuale, non è compatibile con il diritto comunitario. Sarà pertanto più agevole in futuro ottenere l’esenzione dall’applicazione della ritenuta o ottenere il rimborso della ritenuta applicata.

 

 

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Diritto tributario: Voluntary disclosure efficace anche senza trasmissione al fisco

Al fine di promuovere il rimpatrio dei capitali dormienti nei conti svizzeri e in altri conti esteri, il legislatore italiano aveva introdotto nella legge 186/2014 una forma di autodenuncia volontaria con imposizione a regime agevolato ed esclusione di perseguibilità penale. Un contribuente aveva predisposto tutta la documentazione entro il termine prescritto ma, probabilmente per un problema tecnico, era riuscito a trasmettere solo la documentazione di supporto e non la richiesta stessa. L’ufficio delle imposte italiano non ha concesso la tutela prevista dalla voluntary disclosure. Tuttavia, l’impugnazione del ricorrente ha avuto successo, in quanto la Commissione  tributaria provinciale di Reggio Emilia, con sentenza 165/01/18 del 20.08.2018, ha annullato la decisione dell’ufficio delle imposte, tenendo conto della buona fede del contribuente. Tutti i documenti rilevanti erano stati inviati in tempo.

 

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Pagina Immobiliare: la Consulta boccia la legge campana

La Corte Costituzionale con sentenza 5 luglio 2018, n. 140 ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania n. 19/2017, sulla conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio del comune, norme che consentivano ai comuni di non procedere alla demolizione di tali immobili locandoli o alienandoli anche ai responsabili degli abusi, senza attenersi in tal modo al principio cardine del Testo Unico sull´edilizia secondo il quale gli immobili abusivi, una volta entrati nel patrimonio dei comuni, debbono essere demoliti e solo eccezionalmente, attraverso una valutazione da compiersi caso per caso, possono essere conservati.

 

 

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Pagina Immobiliare: finanziamento: ammissibile il preliminare di compravendita condizionato

La Corte di Cassazione (sentenza dell´11.9.2018 numero 22046/18 ha ritenuto efficace un contratto preliminare nel quale le parti abbiano subordinato i suoi effetti alla condizione che il promissario acquirente ottenga un mutuo da un istituto bancario. La relativa condizione è qualificabile come “mista”, ovvero rimessa sia alla volontà di una parte, che ad un apporto causale esterno.

 

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