Trattamento fiscale delle compravendite immobiliari in Italia

Il trasferimento immobiliare in Italia viene sottoposto ad un prelievo fiscale sia in caso di acquisto che in caso di vendita. Tali imposte vengono materialmente trattenute dal notaio al momento della stipula dell’atto di compravendita. A differenza di quanto si verifica in Germania, in cui si applica una „Grunderwerbsteuer“ fissa, attualmente del 3,5% sul prezzo di compravendita, il sistema di prelievo fiscale applicato alle compravendite in Italia è estremamente complesso, e l’entità dell’esborso dipende da diversi fattori, quali il tipo di immobile da acquistare e la natura del venditore o dell’acquirente.

Gli acquirenti tedeschi che intendono stabilirsi definitivamente in Italia potranno invece usufruire delle agevolazioni sulla prima casa. Anche qui lo sconto concesso dipende da vari fattori; a titolo esemplificativo basti pensare che, nel caso di abitazioni non di lusso l’aliquota fiscale applicabile è generalmente del 4%. Contrariamente a quanto avviene in Germania, anche il venditore in Italia è soggetto ad un’imposta (I.N.V.I.M) che tassa l’incremento che si riscontra tra il valore così detto iniziale (ad es. al momento dell’acquisto) ed il valore riscontrato alla data del 31.12.1992, anno in cui è stata abolita tale imposta. Dalla differenza di valore sottoposta a tassazione possono essere detratti determinati costi sostenuti per innovazioni, imposte di registro e successione a suo tempo versate, onorari del notaio. L’I.N.V.I.M viene pertanto in considerazione solo per coloro che hanno acquistato prima del 31.12.1992 ed è un’imposta proporzionale progressiva, le cui aliquote variano da un minimo del 5% ad un massimo del 30%. Anche per questa imposta sono previste agevolazioni fiscali (generalmente di 1/2) nel caso in cui ricorrano le condizioni per lo sconto prima casa. Sempre in materia fiscale, sono previste interessanti riforme nella Legge Finanziaria ´98, attraverso le quali il governo italiano cerca di rilanciare un settore in crisi come quello dell’edilizia. E’ prevista tutta una serie di provvedimenti che dovrebbero favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e combattere allo stesso tempo l’evasione fiscale che nel settore edile è stimata in 30.000 miliardi di lire. Tra gli incentivi previsti per l’edilizia, la voce più importante riguarda sicuramente gli sgravi fiscali per chi ristruttura la casa, la quale prevede una detrazione d’imposta del 41% (su un massimo di Lire 150.000.000) per quanto pagato per lavori di ristrutturazione negli anni 1998 e 1999. La detrazione dall’Irpef, che dovrebbe quindi ammontare al massimo a lLire 61.500.000, potrà avvenire in cinque anni, con decorrenza dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello dell’ esecuzione dei lavori. Gli interventi per cui si potrà chiedere la detrazione saranno quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria per le parti comuni dell’edificio e di sola manutenzione straordinaria per le parti di proprietà esclusiva. Tra gli interventi per cui sarà prevista l’agevolazione fiscale rientrano tra l’altro i lavori di adeguamento alle norme sismiche e queli di miglioramento del comfort ambientale con riferimento in particolare agli aspetti acustici (probabile detrazione delle spese per i doppi vetri) e igrotermici (soluzioni edili per i problemi legati all’umidità). Per ottenere la detrazione fiscale alla fattura sará necessario allegare un documento bancario che certifichi l’avvenuto pagamento. In materia di affitti, la finanziaria prevede invece l’obbligo di registrazione per tutti i contratti, indipendentemente dalla durata e dall’importo (attualmente pagano l’imposta di registro annuale del 2% solo i contratti superiori a Lire 2.500.000 all’anno).

Questo articolo è stato pubblicato in Lettera ai clienti, Utile

Website Dolce · LaudaImprintinfo@dolce.de