La consulenza in materia legale in Italia non è appannaggio dei soggetti iscritti all’albo degli avvocati. Questo è quanto è stato confermato recentemente dalla Corte di Cassazione (Sentenza 7359/1997), che ha ulteriormente chiarito come anche i tentativi di conciliazione e le trattative con la controparte possano essere delegati a soggetti privi dell’abilitazione professionale forense. A questi ultimi rimane ormai il monopolio della rappresentanza in giudizio, per quanto le parti non possano stare in giudizio personalmente. Il „parere legale“ potrà dunque essere legittimamente fornito anche p. es. dai praticanti avvocati, da altri professionisti, da società di consulenza. Ben diverso il quadro in Germania, ove gli avvocati godono a questo riguardo di una posizione di quasi-monopolio anche nei confronti degli altri professionisti quali i commercialisti (ai sensi del Rechtsberatungsgesetz).
Cassazione: la consulenza legale non è riservata agli avvocati
La consulenza in materia legale in Italia non è appannaggio dei soggetti iscritti all’albo degli avvocati. Questo è quanto è stato confermato recentemente dalla Corte di Cassazione (Sentenza 7359/1997), che ha ulteriormente chiarito come anche i tentativi di conciliazione e le trattative con la controparte possano essere delegati a soggetti privi dell’abilitazione professionale forense. A questi ultimi rimane ormai il monopolio della rappresentanza in giudizio, per quanto le parti non possano stare in giudizio personalmente. Il „parere legale“ potrà dunque essere legittimamente fornito anche p. es. dai praticanti avvocati, da altri professionisti, da società di consulenza. Ben diverso il quadro in Germania, ove gli avvocati godono a questo riguardo di una posizione di quasi-monopolio anche nei confronti degli altri professionisti quali i commercialisti (ai sensi del Rechtsberatungsgesetz).